"Un cuore di ghiaccio" di Karina Hall

Amici delle Gatte, la nostra Artenis ci parla oggi, della sua ultima lettura, "Un cuore di Ghiaccio" di Karina Hall, pubblicato da Newton Compton editori il 5 agosto.

Andiamo a leggere cosa ne pensa....

TRAMA:


Innamorarsi del proprio capo non è mai una buona idea.


Specialmente se si tratta di un re.


Quando mi sono proposta come tata per una ricca famiglia aristocratica, non mi sarei mai aspettata di finire nel palazzo reale di Copenaghen.


Adesso la custodia delle due adorabili principessine della Danimarca è affidata a me.


Adattarmi alla mia nuova vita non è facile, ma la parte più difficile non è avere a che fare con le ragazze che ancora soffrono per la perdita della madre.


È il loro padre.


Freddo, misterioso e lunatico, re Aksel riesce a penetrare la mia anima con uno sguardo.


E da come mi evita, sembra che voglia avermi intorno il meno possibile.


Eppure più a lungo condivido con lui le mura del palazzo e più mi sento irrimediabilmente attratta da lui.


RECENSIONE

a cura della nostra Artemis:


Graffianti e docili gattine eccomi a voi con una nuova recensione del libro della Halle.


Ho cambiato cellulare e ho scaricato l’app del Kindle, quindi avevo il libro sempre con me, ed è un libro che mi ha tenuto compagnia anche nelle pause del lavoro, soprattutto quando la giornata si faceva particolarmente pesante.


Smaniavo dalla voglia di sapere come si sarebbero svolte le cose tra i due protagonisti, quindi questo è un altro di quei libri che ho divorato in poco tempo, un altro di quei libri che ti catturano tra le sue pagine.


Ma…c’è un grosso ma…

Ma andiamo con ordine e partiamo proprio dal titolo.

“Un cuore di ghiaccio”, un titolo azzeccatissimo per due motivi: il primo è per il fatto che re Aksel di Copenaghen si mostra così, freddo e anaffettivo, un uomo arido di sentimenti ed incapace di mostrarli, perché è stato cresciuto senza dimostrazioni d’affetto da parte dei genitori, forse proprio per essere preparato alle responsabilità che quel trono gli avrebbe portato.

È alla disperata ricerca di quell’amore vero e puro e pensa di averlo trovato in Helena, la donna che lo corteggia e che lo illude, bramando in realtà solo il trono, ma regalandogli due cose preziose: le figlie Clara e Freja.


Helena è una donna bellissima e una regina molto amata dal suo popolo grazie alle opere di beneficenza a cui si dedica, ma nel privato, lontano da sguardi indiscreti, intreccia una relazione con il suo assistente personale Nicklas.

Quando Aksel ne ha la certezza, li affronta, ma le conseguenze sono tragiche: la macchina guidata dal Re in persona, sbanda sull’asfalto scivoloso e Helena perde la vita.

Il nostro protagonista, si chiude ancora di più in sé stesso, vivendo con il rimorso e sigilla il suo cuore ad ogni possibilità di calore e affetto.


Il secondo motivo è per via della città in cui si svolge, in quella Copenaghen gelida e glaciale che fa da sfondo a questa storia d’amore dalle tinte di una favola moderna. A compensare tutto questo freddo, c’è invece, il calore della nostra protagonista Aurora James, che proviene dalle calde e assolate terre australiane.

Ha un passato oscuro segnato dalla sofferenza ma invece di farsi sopraffare dalla tristezza e dal grigiore, la combatte con una solarità contagiosa.

Si trasferisce, ancora giovane, prima in Inghilterra, poi in Francia e si reinventa come tata di famiglie facoltose; ed è proprio grazie a questo lavoro che la sua strada si incrocia con quella di Re Aksel di Danimarca.

Appena i due si incontrano, il nostro protagonista viene colpito dagli occhi di Aurora e capisce subito che quella ragazza non può portare altro che guai per la sua sanità mentale.

“È stato bizzarro, a dir poco, e non ho idea di che cosa mi sia accaduto. Ho dato un’occhiata a quella ragazza australiana ed è stato come se qualcosa mi trafisse il cuore. In modo tremendo. Del tutto insolito. In effetti. Ogni cosa in lei sembrava assolutamente unica: dal pallore della pelle in contrasto con i capelli color mogano alle labbra quasi imbronciate, a quegli occhi. Cavolo! Quegli occhi! Non credo di averne mai visti di tanto grandi e marroni prima d’ora: sembrava quasi una specie di cartone animato. Mi hanno preso completamente alla sprovvista. Non mi piace essere colto di sorpresa.”

Da qui nascono battibecchi al vetriolo, perché lei è caparbia e determinata ad ottenere lo stesso rispetto che pretende di avere lui, nonostante la gerarchia tra di loro sia netta e diametralmente opposta.

“Qualcosa di…raffinato. Almeno ben abbinato. Abbiamo una reputazione da mantenere, qui a palazzo, e una tata in divisa potrebbe contribuire” Cerco di non guardarlo in modo ostile. So cosa intende. Con la mia gonnellina sono proprio dozzinale. A chiunque altro, avrei detto della chiusura lampo incastrata, e che la gonna l’ho indossata per sbaglio. Ma lui è il Re Stronzo, e quindi? Quindi farò esattamente il contrario.”

Ma è quando entrambi, nello stesso momento, riescono ad abbattere quelle barriere che avevano eretto per tenersi alla larga l’uno dall’altra, che scoppiano veri e propri fuochi d’artificio.

Ed è proprio qui che, secondo me, c’è il primo errore dell’autrice: le scene di sesso sono troppo particolareggiate, con dialoghi a volte un po' scurrili, che sono dissonanti con la trama, che ripeto, io vedo come una favola moderna.

Probabilmente il fine dell’autrice era quello di mostrarci il Re in una veste più umana, più sciolta nel privato, quando in pubblico deve apparire controllato e contenersi per il ruolo che ricopre.


Una sorta di Dottor Jekyll e Mister Hyde.


Un altro passaggio che ho trovato un po' insensato è quando lo scomodo e ingombrante passato di Aurora torna a farsi sentire, lui risolve la faccenda con una semplice conferenza stampa.

Lui è un Re e ricopre un ruolo fondamentale nella società, ha anche lui un pesante fantasma da esorcizzare (quella moglie perfetta e tanto amata dal suo popolo), e, a mio avviso, anche se parliamo di una storia inventata, bisogna mantenere una certa razionalità e una parvenza di realtà.


La narrazione avviene, in prima persona, tramite il pov alternato dei due protagonisti, ed è una cosa che apprezzo molto.

Anche per quello che riguarda il finale, mi è sembrato sbrigativo e precipitoso, c’erano dei dettagli che potevano benissimo essere approfonditi.


Conoscevo già l’autrice avendo letto una buona parte della serie “Dream” e devo dire che il suo metodo di scrittura mi piace, perché cattura il lettore e mantiene vivo il suo interesse pagina dopo pagina.







Valutazione di lettura: 😻😻😻








Le Gatte ringraziano la Newton Compton Editori per la copia digitale, del libro, ricevuta in omaggio.






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