"𝓝𝓸𝓷 𝓮̀ 𝓝𝓪𝓽𝓪𝓵𝓮 𝓼𝓮𝓷𝔃𝓪 𝓭𝓲 𝓽𝓮" 𝓭𝓲 𝓣𝓱𝓲𝓼𝓱𝓪 𝓐𝓼𝓱𝓵𝓮𝔂

Amici delle Gatte la nostra Pilou oggi ci parla della sua ultima lettura, "Non è Natale senza di te" di Thisha Ashley, edito dalla Newton Compton Editori. Curiosi di sapere cosa ne pensa...? Andiamo a vedere..

SCHEDA LIBRO:

Titolo: Non è Natale senza di te

Autore: Trisha Ashley

Editore: Newton Compton editori

Genere: Romance - commedia natalizia

Formato: ebook - cartaceo

Prezzo: 1,99€ - 9,40€

Data di pubblicazione: 18 ottobre 2022



TRAMA:


Sabine, anziana proprietaria del bellissimo castello di Mitras, ha scoperto che una malattia non le lascia più molto da vivere.


Per contrastare la malinconia, ha deciso di commissionare a un'organizzatrice di eventi un'ultima grande festa, che riporti la sua casa ai fasti di un tempo e le faccia rivivere i ricordi felici della sua infanzia.

E così Dido, titolare di Heavenly Houseparties, parte per la contea di Northumberland, al confine tra l'Inghilterra e la Scozia, pronta a fare del suo meglio per regalare a Sabine e ai suoi ospiti una serata indimenticabile.


Non appena mette piede nel castello, Dido è subito stregata dal fascino delle sue stanze, dei magnifici corridoi e delle imponenti mura dell'antico palazzo. Quando il giorno della festa è ormai imminente, la neve comincia a cadere e al castello arrivano i parenti di Sabine. Tra loro, però, c'è anche una vecchia conoscenza di Dido: Xan, la sua memorabile cotta adolescenziale.


Possibile che il destino abbia deciso di farli incontrare di nuovo in un momento così inopportuno?


Se vuole che tutto fili liscio e la festa si riveli un successo, Dido dovrà fare del suo meglio per restare professionale, persino quando antichi quanto inaspettati segreti verranno improvvisamente alla luce.

Buongiorno a…mici, oggi vi parlo di "Non è Natale senza di te" di Thisha Ashley, edito dalla Newton Compton Editori.


Trovo innanzitutto il titolo azzeccatissimo perché una dei protagonisti principale è Sabine Powys, un’anziana ricca che, sapendo di non aver più molto da vivere, convoca per le feste natalizie tutti i parenti più stretti per decidere a chi lasciare in eredità il Castello di Mitras, la dimora della sua famiglia costruita a ridosso del Vallo di Adriano, alla quale è molto attaccata.


L’autrice, innanzitutto, prima di cominciare il romanzo lascia al lettore una lista dei personaggi che incontrerà nella lettura, in modo da avere chiaro il tipo di legame che c’è tra Sabine e ognuno dei partecipanti alla riunione.


Non è una scelta facile per la donna, poiché è un tipo determinato e non desidera lasciare la casa costruita dalla famiglia della madre a chicchessia. Ma è anche una donna piena di inventiva e intraprendenza, e ha bene in chiaro perché le occorre una riunione tra tutti. Chi ne entrerà in possesso, infatti, dovrà amare la dimora – che non è un vero e proprio castello – come lo ha fatto lei assieme al suo carissimo marito defunto Asa.


Per l’ultimo Natale che festeggerà tutto dovrà anche essere perfetto, e ricordarle i Natali trascorsi durante la propria infanzia.

Per questo ingaggia una società esperta in simili organizzazioni, la Heavenly Houseparties, gestita da Henry e Dido. Soprattutto quest’ultima ha permesso a Sabine di scegliere proprio questa agenzia. In realtà l’anziana si vuole vendicare della sua sorellastra, umiliandone una discendente: Dido, appunto.


Gli ospiti arriveranno a ridosso del Natale, ma l’organizzazione parte un mese prima e i due proprietari della Heavenly si trasferiranno al castello affinché tutto sia pronto e perfetto.


Non saranno, tuttavia, i soli ad arrivare lì con notevole anticipo: Xan Fellowes, il figlioccio greco di Sabine e Asa, si trasferisce lì perché vuole scrivere una biografia su Asa, che in vita si è occupato di archeologia marina prima e terrestre dopo, assieme alla sua amata moglie.


E così, attraverso i documenti di cui è pieno lo studio privato del defunto signor Powys, e alle registrazioni vocali cui si presta Sabine, anche il lettore scopre pagina dopo pagina il passato dei due, il loro amore forte, e tanto altro. Soprattutto il rancore che, nonostante la morte della sorellastra Faye, Sabine prova per lei.


Ecco che tanti segreti a poco a poco emergono, come ad esempio la presenza di un figlio illegittimo di Faye, che a sua volta ha avuto una bambina circa trenta anni prima.

Quello che la stessa Sabine non sa è che Xan e Dido si sono già incontrati quando quest’ultima era ancora adolescente, e che la ragazza si fosse invaghita dell’affascinante greco.

Ma qualcosa non va secondo i piani di Sabine. Lei che desiderava annientare la progenie di Faye, si ritrova a fare i conti con la propria coscienza. Soprattutto perché tra Xan, che lei adora, e Dido…


Nonostante tutto, la ragazza è professionale al massimo, e non comprende perché la signora Powys sia così fredda nei suoi confronti mentre con Henry ha un atteggiamento del tutto diverso. A lei non importa, perché il suo compito è quello di stare dietro ai fornelli, e ha tutte le intenzioni di regalare il più bel Natale che Sabine abbia mai trascorso, però…


Non è Natale senza di te è una sorta di inno al Natale, almeno a me ha dato questa impressione, perché Henry e la sua socia trascorrono giorni interi a cucinare e a portare in tavola cibi adorati da Sabine, seguendo i suoi ricordi, ma anche a decorare la casa in una certa maniera; il lettore così respira proprio il Natale anglosassone tra tortini, zuppe, pudding, ghirlande, neve, addobbi e tanto altro.

Il ritmo ad alcuni potrebbe apparire lento, proprio perché è descritta bene tutta la preparazione, che cambia di giorno in giorno. Ovviamente non mancano i dialoghi frizzanti, le battute sarcastiche, e quella sottile curiosità che si srotola pagina dopo pagina, e che comunque alimenta il desiderio di vedere come va a finire.

I segreti che Sabine conserva sono diversi, e il lettore comprende che c’è sempre dell’altro dietro.


Tra passato e presente, ho avuto l’impressione che anche Asa, ormai deceduto da sei anni, fosse lì con lei; con lei che lo ha sempre amato e che è stata a sua volta amata come nessun altro avrebbe mai potuto. Nonostante qualche pecca…


Cosa dire poi dei parenti intervenuti? Ognuno ha un motivo interessante per sentirsi quello migliore per ottenere l’eredità, ma tra i tanti ho amato davvero Nancy, l’amica di sempre di Sabine, un vicario della chiesa, e Dom. Non vi svelo il perché, ma sappiate che soprattutto per merito della prima si avrà un piccolo bel colpo di scena.

A chi andrà in eredità la dimora?


Chi amerà mai come Sabine il Castello di Mitras, o il Giardino d’Inverno nel quale c’è sempre qualche pianta che regala nuovi fiori?

Non è facile per una persona anziana lasciar correre, dimenticare, o perdonare. Non è escluso che magari l’eredità passi al National Trust che lo custodirebbe, anche se in maniera impersonale.


E non è semplice neppure digerire che Xan si stia legando a Dido, sebbene quest’ultima abbia cercato di non far sapere alla sua “capa” come stanno le cose: ormai è chiaro che Sabine la detesti.

A parte la lunghezza del testo, ho apprezzato il lento calarsi nel Natale inglese, le descrizioni degli ambienti interni ed esterni, perché è come essere stata lì, dietro a una porta, a vedere lo svolgersi di una reinventata partita a Cluedo. Unica pecca, ma che non inficia la storia, è stata forse la traduzione, che ha mancato a volte nell’esattezza di alcuni tempi verbali.


Nell’insieme è stata una lettura lunga ma delicata, una lettura che mi ha tenuto compagnia senza annoiarmi.


Consigliata a chi ama essere trasportato altrove, e che ama scoprire cose nuove o ricette originali – alcune delle quali sono inserite in fondo al romanzo -, a chi adora le storie d’amore che durano nel tempo, ma pure quelle che nascono a poco a poco, e agli estimatori dei segreti di famiglia. Personalmente, questi ultimi mi piacciono da morire.


A questo punto non mi resta che invitarvi nel Castello di Mitras per gustarne ogni angolo. Ops, dimenticavo che non l’ho ereditato io…

Le Gatte ringraziano la Newton Compton editori per la copia digitale e il materiale del libro ricevuto in omaggio.


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