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𝓡𝓮𝓿𝓲𝓮𝔀 𝓟𝓪𝓻𝓽𝔂 - "𝓒𝓪𝓻𝓪𝓿𝓪𝓰𝓰𝓲𝓸 𝓪𝓼𝓼𝓪𝓼𝓼𝓲𝓷𝓸"

Amici delle Gatte buongiorno!

Partecipiamo al Review Tour del libro "Caravaggio assassino" di Roberto Ciai - Marco Lazzeri in uscita oggi per Newton Compton Editore. Per il Blog lo ha letto la nostra Pilou, andiamo a conoscere il suo pensiero..

SCHEDA LIBRO:


Titolo: Caravaggio assassino

Autore: Roberto Ciai - Marco Lazzeri

Editore: Newton Compton Editore

Genere: Thriller - Giallo - storico

Formato: ebook - cartaceo

Prezzo: 5,99€ - 9,40€

Data di pubblicazione: 10 novembre 2023

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TRAMA:


Un grande thriller storico

Un pittore maledetto, uno strano omicidio… e una coltre di bugie

Roma, maggio 1606.


Dopo una velenosa partita a carte, il ruffiano Ranuccio Tomassoni affronta in duello Michelangelo Merisi, conosciuto come Caravaggio. Ranuccio viene ferito e, nonostante l’intervento di un cerusico, muore dissanguato tra le braccia del fratello Gian Francesco, mentre Caravaggio, ferito a sua volta, si dà alla fuga.


Gian Francesco governa da padrone assoluto Campo Marzio ed esige una vendetta feroce. Affida al birro Leone Bencivenne l’incarico di rintracciare il pittore, che sembra scomparso nel nulla.


Attraverso le maglie oscure e impenetrabili della Città Eterna, le indagini di Leone portano inaspettatamente alla luce attriti e faide interne alla famiglia Tomassoni, storie di sangue e di carne. Un dubbio si fa strada nella sua mente: e se Caravaggio fosse innocente?


In una Roma meravigliosa e decadente, nella quale l’arte di chiese e palazzi si mescola alla miseria e alla criminalità dei quartieri infami, si scatena una violentissima caccia all’uomo che vede contrapporsi due tra le famiglie più potenti della città, i Farnese e i Colonna; una caccia all’uomo in cui le ragioni del potere potrebbero prevalere sulla giustizia.


Luci e ombre si mescolano nell’arte e nella vita di Caravaggio.

Buongiorno a…mici, oggi vi parlerò della mia ultima lettura, uno storico davvero ben scritto, che prende spunto da un fatto reale, e che vede protagonista un famoso e maledetto pittore. Vi sto parlando di Caravaggio Assassino, di Roberto Ciai e Marco Lazzeri, edito dalla Newton Compton.

L’ambientazione riporta al 1606, a Roma, dove Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, ha vissuto per diversi anni, diventando un artista molto richiesto, tanto che i nobili, i cardinali e altri ricchi si accapigliano quasi per avere almeno uno dei suoi dipinti. A quanto pare, però, il Caravaggio non è bravissimo soltanto con i pennelli: adora bere, le belle donne, il gioco di azzardo, e in poche parole è molto capace anche a mettersi nei guai.

Le sue opere sono innovative per il suo tempo, un bellissimo gioco di luce e ombre. E proprio ciò che lo vede coinvolto nell’omicidio in un duello di Ranuccio Tomassoni è carico di ombre.

Caravaggio è costretto alla fuga, non può neppure difendersi perché il fratello dell’altro duellante, Gian Francesco, è sulle sue tracce e lo vuole morto. Ma chi sono i Tomassoni? I guardaspalle del cardinale Farnese, nonché padroni di alcuni quartieri della città eterna. E si sa, se sei potente e ti senti padrone, molto spesso sei anche molto violento. Non a caso, per la sua prestanza fisica e per la sua ferocia, Gian Francesco è soprannominato l’Orso.

Per essere sicuro di trovare l’uomo che vuole uccidere per vendetta, sguinzaglia un suo tirapiedi, un uomo che sa usare bene le armi e non si spezza: Lucifero. È lui, di fatto, assieme a Caravaggio il protagonista di questo romanzo. Un uomo dal sangue freddo, che ha un segreto che in pochi conoscono. Il suo vero nome è Aaron, è un ebreo e vive da libero in una città dove la maggior parte della gente odia i Giudei rinchiusi nel Ghetto, e i Tomassoni non farebbero eccezione.

Lucifero comincia a cercare Caravaggio, di lui si sono perse le tracce, ma qualcosa degli eventi della sera del duello non quadrano.

“Palazzo Tomassoni è la latrina del diavolo. Figli sbagliati, gettati via, segreti vergognosi, mostruosità.”


Chi conosce bene i datori di lavoro di Lucifero sa di cosa parla. E mentre sembrerebbe che alcuni nobili romani assieme al cardinale Colonna stiano coprendo il famoso pittore, il Tomassoni chiede all’amico cardinale Farnese di andare fino al Papa Paolo V, un Borghese, per ordinare all’altra famiglia nobile romana di non nascondere l’assassino.

Comincia così una interessante diatriba tra i nomi più imponenti di sempre nella Roma del tempo dove gli uomini di Chiesa sono per lo più politici; una Roma vigliacca, prepotente, crudele, egoista e arrogante. Non a caso, più di duecento anni dopo la maschera che rappresenterà questa città sarà Rugantino, il cui nome deriva proprio da quest’ultimo aggettivo.

Le scene che gli autori raccontano sono a tratti cruente, e descrivono appieno gli animi delle persone, il desiderio di vendetta che non fa vedere oltre. Le donne si prostituiscono come Roma si prostituisce ai vari potenti che ne fanno ciò che vogliono. E sembrerebbe che proprio di due di loro si sia invaghito il Caravaggio, pronto a fare qualsiasi cosa.

In un insieme di inganni, intrighi e falsità, l’unica veridicità forse si trova tra le tele del pittore, con i suoi colori cupi, con la sua luce e la sua ombra. In esse è rivelato il vero carattere dell’artista, in esse è possibile scorgere molto di più. Sino alla verità sul misfatto, che è un vero colpo di scena. Ho adorato lo stile degli autori, ricco di figure retoriche che ti fanno vedere le scene usando poche parole. Attraverso questo modo di scrivere ho visto Roma di quei tempi, l’ho respirata, amata, odiata, vissuta, come solo permette di fare uno stile a tratti poetico e ricercato.

Un romanzo che al di là del racconto fa conoscere al lettore un pittore maledetto e le sue opere, ma soprattutto il suo rapporto con la morte che viene definita

“…una bocca che nulla restituisce di quanto ingoia.”

Caravaggio assassino è anche un romanzo che fa entrare nel Ghetto di Roma, che racconta la vita degli ebrei in quel tempo. Una storia che mette in evidenza, contro le brutture di Roma e i suoi egoismi, i valori sani che aveva quella gente, sempre ingobbita dalle angherie, e comunque forte.

Una caratteristica particolare, inserita dagli autori – la cui spiegazione mi ha conquistato – è la capacità di Lucifero/Aaron di leggere sui volti delle persone le lettere dell’alfabeto ebraico, comprendendo da esse le emozioni e il pensiero della persona che ha davanti.

Posso sicuramente affermare che le peculiarità di cui è ricco questo romanzo lo rendono davvero interessante e coinvolgente. La verità emerge lentamente, tra le parole del Caravaggio, tra le scoperte di Aaron, attraverso i testimoni che nella falsità perdono sempre un pezzetto del vero. E alla fine mi sono domandata se la storia abbia condannato una persona su prove valide o se…


“Per giudicare un uomo bisogna conoscerlo. Essere consapevole di chi si ha davanti. Seguire le sue tracce, valutarne le azioni, i giudizi della gente.”


Consiglio anche di leggere le note degli autori, un vero pozzo di chiarimenti sul modo di vivere e pesare le cose a quel tempo, che ho trovato utilissimo. Unica cosa che mi ha lasciata perplessa, invece, è la figura del Magister, un uomo misterioso che non si fa mai vedere in volto e che si rivela solo alla fine. Non ho compreso se all’interno del romanzo sia una persona reale o se è una sorta di fantasma che appare per donare la sua saggezza. Se fosse la prima opzione, si avrebbe un anacronismo, ma molto probabilmente non sono stata io capace di cogliere il giusto.

Che altro dire? Amanti degli storici e non, leggetelo e non ve ne pentirete.

Questa è la canzone che la nostra Pilou vi consiglia di ascoltare durante la lettura: Artisti di Renato Zero

Le Gatte ringraziano la Newton Compton per la copia digitale e il materiale del libro ricevuto in omaggio.


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