7 𝘽𝙡𝙤𝙜 𝙥𝙚𝙧 1 𝙖𝙪𝙩𝙤𝙧𝙚: 𝙎𝙖𝙧𝙖 𝙎𝙚𝙧𝙧𝙖

Amici delle Gatte per la rubrica "7 Blog per 1 autore", oggi vi presentiamo i personaggi e la recensione del libro " La casa del gelsomino bianco" di Sara Serra, pubblicato da Royal Books edizioni il 30 marzo scorso .

TERZA TAPPA: CASTDREAM


Raccontaci qualcosa sui protagonisti del romanzo con descrizioni a livello fisico e caratteriale.


ALENA:






Alena è una ragazza solare, inguaribilmente ottimista e fiduciosa.



Alena è una giovane donna generosa e genuina, leale e sincera, gioviale e smaliziata.








ETHAN:






Ethan è un tipo pragmatico, taciturno, un orso solitario.


Ama le cose semplici, la buona cucina di nonna Gemma, la compagnia di nonno Fausto e dedicarsi alla terra e al lavoro fino allo stremo delle forze.








CRISTIAN:





Dolcezza e romanticismo sono senza dubbio due attributi che lo descrivono e che non cerca mai di nascondere.




Cristian è un porto sicuro. Una roccia solida a cui aggrapparsi.








IL LIBRO:

La famiglia è un dono prezioso, dal valore inestimabile.


Ed è proprio in una famiglia protettiva e amorevole che crescono Alena Demeo ed Ethan Loi, in una tenuta tra le campagne Picene dove imparano già da piccoli ad amare la terra, il vigneto, l’orto dei nonni e i mercati biologici della domenica.


Alena ed Ethan non sono fratelli ma la sorte li ha uniti sin dalla nascita, promettendo loro di tenerli insieme per sempre.


Il destino, però, a volte è beffardo, soprattutto quando sono i pregiudizi a mettersi in mezzo tra il fato e il libero arbitrio. Eppure, sebbene molti le chiamino streghe, le donne Demeo superano ogni pregiudizio entrando nel cuore di chiunque varchi la soglia di “Villa Sole”.


Ma quando tutto sembra scritto, prevedibile e predeterminato, un paio di occhi color cioccolato, quelli di Cristian, mettono in dubbio ogni certezza acquisita.


Il destino è forse pronto a rimescolare le sue carte?


Tra segreti e verità taciute, tra antiche spezie e qualche ingrediente magico, osteggiata dai rimorsi del passato e con mille aspettative per il futuro, Alena è pronta a far rinascere l’azienda di famiglia e la vecchia tisaneria delle zie.


Ma sarà capace di fidarsi ancora del destino?

Buongiorno, eccomi a parlarvi de "La Casa del Gelsomino Bianco", il romanzo di Sara Serra edito dalla Royal Books Edizioni. Già da quanto si è evinto dalla trama, l’idea di trovarmi di fronte a una protagonista con la nomea di strega mi ha intrigato, perché un po’ di magia non guasta mai e stuzzica la fantasia.

Avevo, però, anche il timore che l’elemento “fantastico” prendesse il sopravvento, facendo perdere quel senso di realtà che apprezzo in ogni romanzo. Bene, ciò non è accaduto perché l’autrice ha dosato tutto alla perfezione.

Oggi parto dalla copertina, che evoca tempi andati, lontani, con il suo colore seppia, lasciando immaginare anche il profumo intenso del gelsomino di cui è circondata Villa Sole, la tenuta dove sono cresciuti Alena ed Ethan. La storia stessa, che racconta delle vicissitudini di questi due ragazzi, porta anche indietro il lettore lasciandogli rammentare le origini di cui il popolo italiano non può fare a meno: quelle rurali, della campagna, della vita in paesi o cittadine a misura d’uomo, con le tradizioni, i modi di condurre la quotidianità e così via.

Alena torna, infatti, dopo tre anni vissuti in Canada per studiare, nella casa dove è cresciuta con i nonni, le zie e le due cugine Cleo e Beatrice. Una casa ampia, circondata da campi, da frutteti, da rose, gelsomino e distese di lavanda. La nonna con le zie si sono sempre occupate di tisane e l’ormai trentenne Alena desidera riaprire la tisaneria, unica nel suo genere, per far gustare ai clienti anche i deliziosi dolci che ha imparato a cucinare all’estero, uniti a quelli le cui ricette sono custodite nel quaderno segreto ereditato dalla nonna.

È l’amore per la sua famiglia, per la sua terra e per quella casa a ricondurla in Italia, nelle Marche, ma cosa l’ha fatta fuggire in passato?


Tutti prima o poi torniamo. Torniamo da chi abbiamo salutato in lacrime (…) da chi ci fa stare bene e a volte anche da chi ci ha fatto male. Torniamo perché sentiamo il bisogno di ricongiungerci a qualcuno, a un posto lontano, a un ricordo che ci appartiene…


L’autrice ha scelto di raccontare la storia usando due punti di vista: quello di Alena, ai giorni nostri e quindi lei a ormai trenta anni, e quello di Ethan, che narra quanto è accaduto in passato e che spiega quello che li ha sempre legati. Ethan Loi è nato poche ore prima della ragazza, si è sentito fuso a lei sin dalla culla in ospedale. Un’unione, la loro, maturata con il tempo, tanto che anche il giovane è cresciuto a casa Demeo. Una serie di situazioni familiari, infatti, hanno indotto i nonni di Alena ad accoglierlo. Una cosa unica la loro amicizia, quell’amore fraterno che poi si è evoluto. Attraverso gli occhi di Ethan, infatti, il lettore comprende la simbiosi particolare che ha da sempre unito i due ragazzi, tanto che tutti hanno sempre visto l’uno nell’altra, come fossero un’anima sola, quell’unica al mondo che ognuno ha: la gemella.

D’altro canto Ethan si è sempre fatto carico di difendere Alena dalle cattiverie della gente, che la additava come strega; tuttavia, lui ha sempre protetto anche Cleo e Bea, le altre due ragazze, sebbene in maniera differente. Per questi motivi il giovane è sempre stato considerato della famiglia, non un “pezzo aggiunto”.

L’idea che il mondo si fa delle persone, però, può condizionare il proprio pensiero e i propri atti?

Dividendomi tra i due punti di vista, sono rimasta in bilico per quasi tutto il romanzo. Soprattutto quando è apparso Cristian Labate, il finanziatore dei progetti di Alena, nonché il figlio del datore di lavoro di Cleo. Da un lato l’amore di Ethan per Alena, e la conseguente gelosia nei confronti di questo tizio carico di carisma, gentilezza e fascino, che è stata sempre presente nell’animo del giovane Loi, dall’altro il trasporto che la ragazza comincia a provare per il ricco uomo d’affari. Un “avvicinamento”, il loro, che diventa sempre più concreto, fino a sfociare in attrazione e molto altro. Ma non si tratta di un triangolo soltanto, perché anche la figura di Cleo acquisisce forza e spessore: lei, la cugina rigida, fredda, quella che ha sempre desiderato studiare e crearsi una posizione per togliersi di dosso la nomea di strega, lei che, proprio per questo estraniarsi quasi dal proprio mondo ha perso quella sorta di “poteri particolari” tipici delle donne della famiglia Demeo, lei che è innamorata di Cristian e che non ci vuole rinunciare. Proprio come Alena.

Di colpo ecco il lettore di fronte a una guerra fredda, dura, spietata che lascia in balia delle pagine da divorare.

L’autrice, poi, permette di scoprire lentamente il personaggio di Cristian, un protagonista forse sin troppo perfetto che, a mio semplice parere, a volte appare poco realistico, un uomo soltanto attratto da Alena o che la ama?

La sua storia con Cleo è finita davvero?

Di fatto non pare prendere posizione. Sceglierà?

Una decisione che non è tale perché tutto è avvenuto da sempre, ma è pur vero che la vita forgia le persone, le cambia, muta il loro pensiero o il loro porsi. Il lettore si trova diviso anche di fronte ai diversi sentimenti che provano i due uomini per la stessa donna:


“Starò lontano da lei Ethan, fino a quando non deciderò di diventare il tuo peggiore incubo”

questa è la promessa che Cristian ha fatto anni addietro, mentre sembra che Ethan abbia deciso di restare nascosto a rubare momenti senza pronunciarsi, pur amandola come nessuno potrebbe mai.

Le lasciai una carezza appena accennata e un sorriso colmo d’amore che non avrebbe mai visto. Che forse non sarei mai stato in grado di donarle se fosse stata sveglia

Tuttavia, vi assicuro che i colpi di scena non mancheranno, perché nulla, ma proprio nulla è come sembra.


Personalmente mi ero fatta un’idea, mi sono anche arrabbiata durante la lettura perché un amore così sincero non può essere che premiato eppure… tutto trova spiegazione nel risentimento che aleggia tra le mura di Villa Sole al di là dell’amore che le impregna da sempre. Sì, perché anche nelle migliori famiglie, pure nelle più unite, basta non rivelare la verità o il proprio pensiero che tutto diventa di colpo traballante.


Questo romanzo è un insieme di cose di cui vorrei parlarvi, ma che mi forzerebbero a uno spoiler. Posso soltanto dirvi che per me è stato meraviglioso gettarmi nelle descrizioni che l’autrice fa dei luoghi o degli usi. Chiaro che li conosca di persona o che ne abbia studiato in abbondanza: mi ha colpito, infatti, che fosse menzionato il Garbino, un vento sconosciuto che altro non è che il Libeccio, chiamato così, probabilmente, proprio nelle Marche. Grazie alle descrizioni di cui è ricco il romanzo ho potuto percepire i profumi dei fiori, i colori, il calore dell’amore che regnava nella casa del gelsomino bianco, vedere quasi le sue stanze, afferrarne l’anima. Per non parlare poi dello stile dell’autrice che regala righe di romanticismo puro, tale da far sospirare e sognare, righe scritte con maestria.


E non solo. Sebbene sul finale qualche “risoluzione” sia accaduta a mio avviso con un ritmo troppo rapido rispetto al resto del romanzo, i cerchi si sono chiusi alla perfezione, donandomi finalmente tutte le risposte che cercavo sin dall’inizio, pur restando letteralmente spiazzata da un colpo di scena che mi ha lasciato a bocca aperta, e con un pizzico di amarezza in bocca, lo ammetto.


Un romanzo che consiglio vivamente a chi ama immergersi nelle atmosfere di altri tempi pur vivendole nel presente, a chi ha un animo romantico, a chi cerca tocchi di magia, a chi adora perdersi in piccoli intrecci di un’avvincente trama.


Buona lettura!