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Amici delle Gatte buon pomeriggio.

Partecipiamo al Blog Tour dedicato al libro "La sindrome di Rubens" di A.I. Cudil, in uscita oggi per Triskell edizioni.

La nostra tappa prevede la recensione in anteprima, andiamo a scoprire cosa ne pensa la nostra Pilou, che ha avuto il piacere di leggere il libro.

SCHEDA LIBRO:


Titolo: La sindrome di Rubens Autore: A.I. Cudil

Editore: Triskell edizioni Genere: Romance Contemporaneo, Erotico

Formato: ebook - cartaceo

Prezzo: 3,99€ - 11,88€

Data di pubblicazione: 3 Settembre 2021

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TRAMA:


Matthias Sallmann è un carismatico astro nascente nel panorama della critica d’arte europea.


Durante una conferenza, attira l’attenzione del grande pubblico menzionando un’intrigante teoria, “La sindrome di Rubens”, in cui l’arte e il sesso si fondono in un legame piccante.


Quella che credeva una trovata per incuriosire i media, assume tutto un altro significato quando il professore viene contattato da una ragazza veneziana che sostiene di aver sperimentato di persona la sindrome.


Dapprima è scettico nei confronti di Lidia, quando scopre che l’uomo che l’ha sedotta è niente meno che suo fratello, Karl, Matthias cambia approccio e decide di scrivere un saggio sull’argomento, facendosi aiutare proprio dai due ragazzi.


Tanja è l’assistente di Matthias da anni, lo ammira per il suo lavoro ma non può credere che la sindrome di Rubens esista davvero, soprattutto perché questa ricerca rischia di compromettere la sua amicizia con Karl.

Per Karl invece la sindrome di Rubens è stata una rivelazione, da sempre ha vissuto nell’ombra del fratello, ma quello che è successo con Lidia ha sconvolto tutto il suo mondo mostrandogli una parte di sé che soffocava. Adesso è deciso a prendersi quello che più desidera senza esitare.


Matthias è determinato a dare una svolta decisiva alla sua carriera grazie allo studio approfondito sulla sindrome di Rubens ma si ritroverà sempre più coinvolto da Lidia che con le sue stoccate e battute pungenti non sembra per nulla intimorita dalla fama del professore.


Tra le calli e i canali che bagnano Venezia quattro persone molto differenti tra loro, ma unite dalla comune passione per l’arte, dovranno fare i conti con una sindrome molto diversa da quella di Rubens e che assomiglia pericolosamente all’amore.

Buongiorno a tutti, oggi sono felice di parlarvi del romance di A.I. Cudill, edito dalla Triskell Edizioni, dal titolo La sindrome di Rubens. Parto subito con il precisare che tale sintomatologia esiste veramente. In pratica ci sono persone che, contemplando un’opera d’arte particolarmente conturbante, provano irrefrenabili impulsi sessuali. Ho letto diversi romanzi dagli intensi picchi erotici con protagoniste due persone sconosciute che, prim’ancora di presentarsi, trascorrono momenti focosi abbandonandosi alla passione. Tuttavia, è la prima volta che leggo di un atteggiamento simile motivato da qualcosa che va oltre la semplice narrazione o inventiva dell’autore, e trovo che l’idea sia stata davvero originale.

L’intera ambientazione nel mondo dell’arte è particolare e permette al lettore di conoscere aspetti diversi e interessanti. Almeno lo è stato per me che dalle letture amo anche imparare.

Ma andiamo per gradi.

La scena si apre su Lidia, una veneziana in visita al museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, che si trova di fronte a un quadro che la rapisce. In quel momento si avvicina un tipo affascinante verso il quale si sente inaspettatamente attratta. Fugge in un’altra sala, quello la insegue, la avvicina, le accarezza un braccio. Qualcosa accende gli occhi verdi dell’uomo. Possibile che sia desiderio? Ritrovarsi in un angolo nascosto divorati dalla passione sembra a entrambi impossibile, folle, eppure… Sono turisti in un paese straniero, non si comprendono e neppure le lingue che conoscono in comune li aiuta: in quel momento tutto scompare, il cervello pare annebbiato.

Sarà un equivoco a farli rincontrare, ma come guardarsi di nuovo in faccia dopo quanto accaduto? Rivivere quei momenti porterà strascichi?

Karl Sallmann è il fratello minore del grande critico d’arte Matthias, che sta cercando di dimostrare l’esistenza della sindrome di Rubens. Un tentativo complicato perché mancano agganci, mancano testimonianze. Ovvio che quando Lidia informa il professore della sua esperienza diretta, questi non perda l’occasione della sua vita, sebbene resti allibito di fronte alla scoperta che la sconosciuta si sia abbandonata proprio tra le braccia di suo fratello, così diverso da lui per certi aspetti, soprattutto quelli della sfera sessuale.

Al di là di quanto lascia intuire la trama, la Cudill è riuscita a creare una storia davvero accattivante, con ben quattro punti di vista. Da un lato c’è quello di Lidia, che ha vissuto un momento di folle passione con il bel polacco Karl Sallmann, poi c’è la descrizione di come vive il tutto quest’ultimo, mentre da un altro lato troviamo il pensiero dell’affascinante professor Matthias Sullmann e infine quello di Tanja, la segretaria del critico, segretamente innamorata di Karl. Un quadrilatero particolare che mette in evidenza un diverso modo di approcciarsi alle relazioni, sia a quelle serie, sia a quelle occasionali.

Ho amato tutti i personaggi nonostante prima della lettura temessi questo intreccio corposo. L’autrice, invece, ha usato magistralmente i quattro protagonisti per parlare al lettore. O almeno c’è molto che mi è rimasto nel cuore. Innanzitutto il rapporto tra i due fratelli, l’uno costantemente all’ombra dell’altro, quasi soffocato dalla fama del maggiore, ma che a poco a poco emerge, trovando la forza di uscire allo scoperto. Ma in questo vivere costantemente insieme, tra litigi, invidie, incomprensioni, quello che affiora è il forte legame tra i due, un legame che supera ogni problematica.


Ho apprezzato l’appoggio incondizionato che i due fratelli si offrono a vicenda e il cambiamento dello sfuggente Matthias, un uomo affascinante, un rubacuori, un donnaiolo e chi più ne ha più ne metta. Un uomo che ha fatto del sesso molto più di un banale studio: a lui non devono proprio insegnare niente! E vi posso assicurare che leggere delle sue prodezze lo rende mooooolto interessante.

Tuttavia, l’autrice permette al lettore anche di entrare a poco a poco nel suo mondo, quello più segreto, fino a fargli amare il personaggio in maniera incondizionata. Un aspetto che affiora è la conoscenza reciproca dei quattro personaggi: in fin dei conti Lidia ha avuto un incontro di passione con Karl, quest’ultimo è desiderato da Tanja che è gelosa dell’altra donna ed è disposta a tutto per averlo. Ma Tanja è stata l’amante del suo capo, che lentamente sta scivolando sotto la pelle di Lidia, la quale prova una forte attrazione per il professore. Adesso immaginateli attorno a un tavolo, a discorrere della sindrome, a parlare su come organizzare il lavoro… Sguardi, allusioni, la consapevolezza di aver condiviso l’intimità, di conoscersi in un certo modo, ma anche repressione.


Per Matthias Sallmann si tratta di scrivere un saggio che rivoluzionerà la propria vita. Inoltre ha promesso a Karl di rispettare la bella italiana, una donna che lo mette davvero in crisi, la sola che sa tenergli testa e che a volte pare flirtare al telefono proprio con lui. Una sofferenza unica per chi è abituato a passare subito al sodo. Un romanzo che si divide tra passione raccontata e passione immaginata, che regala al lettore pagine infuocate, ma anche l’erotismo puro, quello fatto di pensieri, sensazioni, fantasia. Quest’ultimo aspetto mi ha lasciato più volte col sospiro tirato, lo ammetto.

Da una parte Karl e Tanja, dall’altra Matthias e Lidia: un connubio di emozioni a mio avviso fantastico. Ma tra le righe, secondo me, c’è molto di più: spunti di riflessione sulla vita del professore che lo fanno apprezzare e amare. Amare nel senso più delicato del termine. Lui, il più forte, nasconde nell’animo qualcosa che sfugge e che solo chi lo conosce a fondo riesce a individuare, e pure con difficoltà, perché quando una persona ha trascorso una vita intera dietro a una maschera… diventa un mago in tal senso.

“...le persone mentono, ingannano, ti feriscono, persino mio fratello senza volerlo mi ha fatto del male, le opere d’arte invece sono sincere, si mostrano per come sono e possono essere ammirate e gustate. Diventano tue anche quando non lo sono e non ti abbandonano quando ne hai più bisogno, non muoiono lasciandoti solo a piangere per l’assenza che nient’altro potrà colmare.”

Ho divorato letteralmente questo romanzo, quasi perfetto nell’editing, meraviglioso nella trama, stupefacente nelle descrizioni in generale, che prende il lettore e lo conduce da Madrid a Barcellona e poi ancora a Venezia facendolo calare tra le righe, impedendogli di mollare la lettura fino all’ultima parola. Sebbene avessi preferito sapere di più della famiglia di Lidia e di alcuni aspetti del passato di Matthias e Karl, consiglio davvero questo romanzo a chi adora l’arte, a chi ama le scene piccanti, a chi apprezza una storia intrigante, originale e a tratti profonda, nonostante la spiccata presenza di eros.


Personalmente non escludo di tenerlo nella mia biblioteca personale in cartaceo.

Di seguito il calendario con tutte le tappe del Blog Tour......

Le Gatte ringraziano la Triskell edizioni per la copia digitale e il materiale del libro ricevuto in omaggio.


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